Mastercard e Visa: abbracciare i nemici-amici e trasformazione digitale per una strategia a prova di futuro

In un mondo caratterizzato da continue interruzioni, il settore finanziario non fa eccezione. Il 2020 ha visto un’impennata dell’innovazione fintech , ulteriormente spinta dalla pandemia di COVID-19. Secondo Forbes, poiché le persone si sono sempre più rivolte allo shopping online e alla gestione delle proprie finanze da casa, i pagamenti elettronici hanno acquisito un notevole slancio. Tra i vincitori di questo passaggio al digitale ci sono stati Square e PayPal, ma anche operatori tradizionali come Mastercard e Visa hanno dimostrato la loro resilienza. Entrambe le società hanno recentemente annunciato i propri utili, rivelando la loro capacità di adattamento in un panorama in continua evoluzione.

Presso il Center For Future Readiness dell'IMD, è in corso una classifica completa sulla preparazione degli istituti finanziari per il futuro per il 2021. Questa classifica si basa esclusivamente su dati di mercato concreti, evitando input più soft come sondaggi o sondaggi. La valutazione comprende vari fattori, come l’attuale stato di salute dell’azienda, la diversità della forza lavoro, la struttura di governance, gli investimenti competitivi e il ritmo del lancio di nuovi prodotti.

Una domanda scottante è come Mastercard e Visa siano riuscite a prosperare in un’era in cui le tradizionali carte di plastica apparivano obsolete, data l’ascesa di Apple Pay e Google Wallet. La risposta sta nel concetto di «frenemies». Invece di cercare di superare le startup fintech e i giganti della tecnologia, Mastercard e Visa hanno scelto di collaborare con i loro disgregatori, trasformando i potenziali avversari in alleati.

La strategia chiave prevede la collaborazione con operatori del settore come PayPal, Apple e Google per creare nuove opportunità di mercato. Questa collaborazione è facilitata da ingenti investimenti in un'ampia gamma di interfacce di programmazione delle applicazioni (API), garantendo sicurezza e accessibilità. Di conseguenza, i giganti della tecnologia come Apple possono trovare preziose partnership con Mastercard e Visa.

Tuttavia, un’analisi più approfondita è stata condotta dal professor Howard Yu e dal suo gruppo di ricerca. Hanno analizzato i rapporti annuali dell’ultimo decennio e le trascrizioni delle chiamate sugli utili degli investitori, elaborando questi dati con algoritmi. Il loro obiettivo era capire come queste aziende discutono di se stesse e del loro approccio alle tecnologie digitali in pubblico.

Questa analisi va oltre le semplici chiacchiere; cerca di determinare la profondità dell’impegno per la trasformazione digitale. La semplice menzione della tecnologia digitale non garantisce un’innovazione significativa. Un’azienda che disperde gli investimenti senza focalizzarli fa progressi minimi in numerose direzioni. La chiave è l’allocazione strategica e il monitoraggio rigoroso delle risorse, sfruttando le iniziative di successo e concentrandosi su aree validate per lo sviluppo.

I risultati di questo studio rivelano due aspetti critici. Innanzitutto, per prosperare nel settore finanziario, la presenza digitale è fondamentale. Le banche tradizionali si stanno evolvendo in società tecnologiche che facilitano l’elaborazione dei prestiti e dei pagamenti. In secondo luogo, la preparazione futura dipende dal raggiungimento di un equilibrio tra esplorazione e sfruttamento. Sebbene rimanere aperti all’innovazione sia inizialmente essenziale, il successo a lungo termine richiede impegno dedicato e allocazione di risorse per scalare successi convalidati.

Per orientarsi in un panorama finanziario in continua evoluzione, le organizzazioni devono allinearsi con una visione unificata del futuro. Mastercard e Visa hanno dimostrato la loro adattabilità attraverso partnership strategiche e un fermo impegno per la trasformazione digitale, indicando la strada ad altri operatori del settore.

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